sottomarina e la sua storia

SOTTOMARINA
E LA SUA STORIA

Anche Sottomarina conserva i suoi luoghi storici, nonostante gran parte della città sia stata rinnovata negli anni grazie anche al boom turistico. La parte della città, chiamata "Marina Vecia", è la più antica e strutturalmente molto simile a Chioggia. Da qui, i Murazzi accompagnano verso il Forte San Felice e verso la bellissima diga. 

I MURAZZI E LA DIGA

I Murazzi sono muraglioni in pietra d’Istria costruiti dalla fine del 1700 dalla Repubblica di Venezia per difendere i centri abitati della laguna dall'erosione del mare. Sono divisi in tre parti, una, sull'isola del Lido, una seconda sull'isola di Pellestrina fino a Cà Roman, una terza, nel litorale di Sottomarina, inizia dal Forte San Felice fino al centro di Sottomarina per circa 1200 metri.

La famosa guerra di Chioggia, portò alla totale distruzione di Sottomarina che divenne una terra disabitata, senza alcuna protezione dal mare e soggetta a numerose inondazioni. Soltanto nel 1600 fu effettuata la ricostruzione, durante la quale vennero costruiti proprio i Murazzi. I Murazzi di via San Felice erano lunghi più di 5 chilometri, con una larghezza che supera i trecento metri. Sono stati costruiti utilizzando delle pietre quadrate, in particolare pietre d'Istria, innalzati su un territorio di palafitte che si estendono fino al litorale di Pellestrina e naturalmente sulla costa di Sottomarina.

Inizialmente sembrava una costruzione impossibile vista la grandezza dell’opera e la mancanza di attrezzature adeguate tant'è che i lavori durarono trentotto anni e terminarono nel 1770. É leggenda che vi fosse collocata già allora la lapide: “Ausu romano, aere veneto” (con l’ardire dei romani, con i soldi veneti). L’iscrizione è tuttora visibile passando con il vaporetto Chioggia-Pellestrina. I Murazzi cessarono la loro funzione tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, quando il mare cominciò a ritirarsi, lasciando dietro di sé un inaspettato arenile, per cui essi si trasformarono in una simbolica linea di demarcazione fra la “vecchia” e la “nuova” Sottomarina.

Ora i Murazzi di Sottomarina distano dal mare all’incirca quasi un chilometro: ciò ha consentito la ripartenza su vasta scala del turismo balneare. Oggi il Murazzo collega tutta la litoranea Veneta in particolare collega le isole esterne, proprio come un cordone, tralasciando soltanto le tre Bocche di porto, grazie alla quale l'acqua della laguna non è morta.

Una delle grandi opere ultimate nel periodo fascista è la diga di Sottomarina  che, con la diga di Ca’ Roman già costruita da qualche anno, completa le bocche del Porto di Chioggia.

L’inizio della sua costruzione risale agli anni del primo dopoguerra. L’opera fu progettata, come i Murazzi, in mattoni e massi di originale Pietra d’Istria e, oltre alla realizzazione definitiva dell’entrata nel Porto di Chioggia, consentì anche un allargamento ulteriore dell’arenile.

L’inaugurazione, come detto, avvenne in pieno regime fascista il 28 aprile del 1935 alla presenza del Duca d’Aosta.

La diga è stata subito adottata dalla popolazione, soprattutto dagli abitanti di Sottomarina, meta preferita delle loro passeggiate, tanto che viene definita da molti la “piazza dei marinanti”.

FORTE SAN FELICE

Costruito attorno al 1385 su un isolotto all’ingresso della laguna, il Forte San Felice costituiva un luogo strategico per garantire la sicurezza della laguna, soprattutto dopo la Guerra di Chioggia.

Dopo numerose riedificazioni del Castello della Luppa si è giunti all’attuale struttura che dall’alto assomiglia ad una stella a cinque punte. Questo complesso permette un controllo a 360° su tutta la laguna e sul mare.

Il sito è molto interessante dal punto di vista architettonico, per il portale in pietra d'Istria progettato da Andrea Tirali agli inizi del 1700 e per i resti delle fortificazioni militari, ma anche dal punto di vista naturalistico. È possibile, infatti, fare delle bellissime passeggiate o girare in bicicletta attorno al forte, ammirando un meraviglioso panorama e scorci assolutamente unici soprattutto al tramonto.

Proprietà della Marina Militare, per molto tempo è stato abbandonato. Tuttavia, dopo aver partecipato per svariati anni ai censimenti del FAI per entrare nella classifica nazionale dei luoghi da salvare ed arrivando, nel 2016, al 9° posto, è stato finalmente possibile visitarlo durante l’estate 2017 grazie ad alcune visite guidate organizzate dal Comitato del Forte San Felice. La speranza è quella di un recupero totale del complesso e di una sua apertura stabile al pubblico.